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[ANALISI] I detersivi su Facebook. Dash il più seguito, Fairy il più apprezzato.

E’ strano pensare che un detersivo per capi d’abbigliamento o per pavimenti possa avere dei “fan”, tanti fan. Eppure è così. Il mondo dei detergenti per la casa, per quanto non vastissimo per numero di prodotti che comunicano con pagine Facebook, coinvolge una discreta percentuale del pubblico social italiano.
Ecco una prima analisi sintetica effettuata con il tool Fanpage Karma su 13 delle pagine più seguite e i post più recentemente premiati per numero di interazioni. Nel tempo cercherò di integrare la lista di fan page in modo di avere considerazioni e dati sempre più significativi e “brillanti”.
In questa analisi sono state analizzate, in ordine per numero di fan, le pagine di: Dash, P&G (che raccoglie diversi prodotti), Fairy, Napisan, Chante Clair, Omino Bianco, Perlana, Spuma di Sciampagna, Sole, Tigotà (catena ratail verticale), Ajax/Fabuloso/Soflan, Emulsio, Vileda (prodotti per la pulizia).
detersivi facebook fan
Tra queste anche se Vileda sembra quella con il miglior Engagement è di fatto quella delle capsule per lavastoviglie Fairy Piatti ad avere il miglior equilibrio/compromesso tra numero di Fan e interazioni ricevute ai post nel mese analizzato (Giugno 2015).
detersivi facebook engagement
Per quanto riguarda il tipo di media dall’analisi risulta come da una parte le immagini siano il formato più pubblicato e dall’altra siano i Link a vincere per numero di interazioni ricevute. Non è vincente, perlomeno in questo settore di mercato, puntare sui video. Lo fanno in pochi e con basso riscontro.
detersivi post type
Su orari e giorni di pubblicazione questo sembra un settore prevalentemente mattutino quando, come di vede nel grafico sottostante, è maggiore il riscontro dei post (cerchi che virano verso il verde) nei giorni dl lunedì, martedì e venerdì. Molta attività viene fatta anche negli orari pomeridiani ma con minor successo. Il giorno migliore in cui pubblicare di sera sembra il mercoledì. Nel week-end invece è quasi assente il posting per cui difficile valutarne opportunità e performance.
detersivi social time
Dall’analisi dei singoli post appare quasi scontata l’influenza dell’azione pubblicitaria sulle performance. Mentre infatti pagine come P&G Italia o Dash Italia sembrano le più curate e creative a livello di piani editoriali con post come questi:
PeG post intrattenimento Dash post intrattenimento
 
sono post molto più didascalici a registrare il maggior numero di interazioni assolute. Ecco i primi 3 del mese di Giugno.
post spuma di champagna  fairy post facebook 1fairy post facebook bbq
Al di là di quella che resta un’ipotesi da confermare per verificare l’effettivo appeal dei post a prescindere della promozione o meno a mezzo campagna ads ho messo in rapporto gli share con il numero di like dei singoli post. Perchè? A intuito mi verrebbe da dire che se un post viene sponsorizzato avrà si molti più like di altri frutto della maggiore visibilità ma in rapporto a quelli – se non fosse davvero empatico – sarebbero comunque di meno le condivisioni. Insomma è più difficile per gli utenti identificarsi a tal punto in un messaggio promozionale da volerlo non solo premiare con un like ma anche postarlo sulla propria bacheca.
Dal calcolo  il rapporto share/like dei 2 post Fairy (0,01) risulta infatti minore rispetto a quello di Dash (0,02) e soprattutto di P&G (0,06) seppure questi siano post nati più per essere commentati che condivisi. Sembra invece effettivamente interessare, al di là della spinta pubblicitaria, il contenuto al profumo d’Argan di Spuma di Sciampagna (0,03) un trend/aroma che evidentemente cattura il gradimento degli utenti senza bisogno di “infiocchettamenti” creativi. Dunque pensate ci la prossima volta che vi troverete a parlare sui social di detersivi e naturalmente non solo di quelli. Anche la semplicità, se un prodotto è forte, può premiare ma alla fine se volete superare i leader l’unica vera arma vincente sono gli sponsored post.

[Trend] Cosa pubblicare su Facebook a Luglio

Sarà già un quarto d’ora che non parliamo di Real Time Marketing. Ed eccoci con un nuovo post. Qualcuno si sta chiedendo in queste ore: “cosa inserisco nel piano editoriale facebook (ma anche twitter, instagram, pinterest) di Luglio?“, “quali avvenimenti cavalco ora che il campionato di calcio è in pausa, è finita la scuola e le serie tv più in voga tornano solo a settembre?”. E’ presto detto: parlate dei tormentoni estivi. Che sia una canzone, un taglio di capelli o un capo di abbigliamento ogni estate sembra dare via libera alle tendenze più pittoresche e sfrenate. Cavalcatele.
Ho provato a guardare i post più condivisi dell’ultimo mese sul tema tendenze estive ed ecco quello che è venuto fuori dalla selezione BuzzSumo, l’applicazione che segnala articoli e post più condivisi sui social contenenti specifiche keyword :
tendenze estate 2015
Dunque se volete provare a cavalcare il trend virale estivo scatenate la vostra creatività sui seguenti temi:

  • Costumi estivi: date un costume ai vostri prodotti. Sensuali, sportivi, raffinati, colorati, classici… qual è l’abito migliore con cui vestire: auto, bottiglie di birra, orologi, macchie fotografiche, scatolette di tonno etc.. mentre si va in spiaggia?
  • Unghie: parlate di colori colori colori fino ad arrivare alla nail art, poco raffinata secondo alcuni ma molto creativa secondo altri. Propio la nail art vi da la possibilità di scherzare con la vostra fan base suggerendo costruzioni alternative su temi legati al vostro settore.
  • Capelli: scoprite su questo post di Glamour le 50 sfumature di biondo, colore estivo per eccellenza, e poi pensate su come declinare i vostri post a tema acconciatura e quali fantastici declinazioni il nome di tinte dei prodotti che promuovete potrebbero avere.
  • Tatoo: tratto distintivo dei “tipi da spiaggia”. Qui il disegno e l’illustrazione la fanno da padrone. Provate a usare la vostra creatività per proporre anzichè semplici illustrazioni qualcosa che assomigli a tatuaggi alternativi (o assurdi) legati al brand per cui parlate.
  • Accessori e Capi di abbigliamento: t-shirt, collane, sandali etc… ogni dettaglio in estate può fare la differenza. Scavate su questo tema e capite se potete inserire i prodotti che volete raccontare come elemento decorativo di uno stile. Sarà semplice se fosse già esso stesso un capo di abbigliamento ma non è impossibile associare una bevanda, un profumo, un dispositivo elettronico come elemento “alla moda”.

[Food] Quando raccontare il cibo su Facebook

Per rispondere alla domanda che da il titolo a questo post, ovvero, per capire in che giorno e a che ora è meglio pubblicare post su Facebook ci sono due modi o meglio due fasi di un solo processo.
Il primo modo è quello di partire pubblicando sulla propria pagina in tutte le ore del giorno e tutti i giorni e poi verificare a posteriori le performance dei post a seconda del giorno e dell’ora della pubblicazione (i Facebook Insight restituiscono già indicazioni in questo senso).  Per avere però dei dati significativi occorre aspettare molto tempo e pubblicare dunque in una prima fase abbastanza casualmente.
Il secondo, meno utilizzato ma forse più utile e immediato, è quello di fare benchmarking delle pagine Facebook più vicine a quelle del proprio marchio e verificare quando il loro posting è maggiormente premiato dai fan.
Così, per comprendere i trend di un settore con cui lavoro tanto, il food, ho effettuato un’analisi del posting del mese di Giungo su 93 top fan page Italiane del food and beverage. Questo è quello che ne è venuto fuori.
Leggendo il grafico di seguito occorre valutare da una parte la dimensione delle palle che simboleggia il numero di post pubblicati, quindi quanto è competitivo in quel momento il panorama di contenuti, dall’altro bisogna considerare il colore che, spostandosi dal rosso al verde, indica le performance migliori in termini di engagement.
Quando pubblicare su FacebookUN’ANALISI DEI RISULTATI.
E’ evidente che pubblicare contenuti nella fascia che va dalle 11 alle 15 del lunedì o, sopratutto del martedì è sicuramente e mediamente più premiato rispetto a farlo nella stessa ora ad esempio della domenica quando, oltre a non essere premiato dai fan, è anche poco praticato.
Il Martedì è in generale il giorno propizio per pubblicare qualcosa perché dalle 8 del mattino alle 18 l’attenzione e la reazione dei fan sembra essere elevata. Se abbiamo contenuti indicati per la pubblicazione serale forse il giovedì in prima o tarda serata potrebbe essere il giorno migliore per la pubblicazione. Nel week-end invece il Sabato sembra il giorno dei due festivi maggiormente premiante. Infine, se volete augurare un buon week-end a tutti, fatelo il venerdì tra le 13 e le 17, è il momento in cui il passatempo social sta forse avendo la meglio sulle scadenze e gli impegni lavorativi.

[Tool] I migliori strumenti per gestire (e misurare) i Social Media.

Periodicamente ci interroghiamo su quali siano i migliori tool per gestire attraverso un’unica interfaccia i propri canali Social. Ecco una lista presentata da G2 Crowd attraverso un’immediata classifica dei migliori.
Costi ed esigenze specifiche vi aiuteranno a scegliere il più giusto per voi. Intanto questi i migliori suddivisi per 4 categorie:

 

  • I più famosi: sono i tool più utilizzati e diffusi (quindi è ipotizzabile abbiano buone risorse per lavorare al potenziamento delle loro soluzioni) e al tempo stesso con il livello di soddisfazione più alto degli utenti.
    Hootsuite, Sprout Social, e TweetDeck
  • I più performanti: sono quelli con un alto livello di soddisfazione degli utilizzatori ma con un più limitato potere di diffusione sul mercato.
    AgoraPulse, Sendible, Viralheat, Buffer, and GroSocial
  • I Contendenti: in questo momento è uno, il tool Facebook per la gestione delle pagine che, seppur con un tasso moderato di gradimento degli utenti, ha un elevata diffusione e grandi risorse per lo sviluppo.
    Facebook Pages Manager
  • La Nicchia: raccoglie quei prodotto con un basso numero di recensioni legate a una diffusione sul mercato abbastanza limitata.
    Spredfast, Lithium, Shoutlet, Gremln, e Sprinklr
Strumenti Gestione Social
Personalmente e dopo diversi tentativi (Hootsuite, Sprout, Facebook Pages) attualmente sto collaudando con diversi team di lavoro Agora Pulse e credo che tra le funzionalità di gestione e quelle di produzione di reportistica sia effettivamente tra i migliori come testimonia l’analisi.
Restano però alcuni dettagli da affinare soprattutto nella parte di analisi e nello sviluppo di un’app Mobile visto che ormai gestione e moderazione non conoscono orari d’ufficio e capita di dover intervenire anche mentre si è in metro, spiaggia o in palestra a smaltire tossine ;-).

 

Se volete approfondire tutti gli altri tool studiate un pò le recesioni di su questa pagina. C’è l’imbarazzo della scelta e ce n’è per tutti i gusti e le dimensioni aziendali.
Se avete un’esperienza specifica, positiva o negativa, raccontatemela commentando questo post.

[Dati] Come stimare la reach di una pagina Facebook di cui non sono amministratore

Perché i vostri post siano visualizzati su Facebook occorre investire. Questo è pacifico e quasi tutte le grandi aziende (e ribadisco “quasi”) hanno capito che di fianco all’investimento per la produzione dei contenuti bisogna prevederne un altro in acquisto di pubblicità a supporto della visibilità degli stessi.
Per questo motivo mi capita sempre più spesso di dover rispondere alla domanda di clienti che chiedono: “quanto dovrei spendere per ottenere la giusta visibilità?“. Ovviamente la risposta giusta non esiste e la mia contro-domanda è: “cosa vuol dire per la tua azienda avere la giusta visibilità? Raggiungere il 100% degli utenti in target? Parlare solo con i propri fan? Far passare i messaggi verso una nicchia di consumatori su cui è pensato lo specifico contenuto”. Ambire al mondo, al territorio nazionale o solo a fetta specifica di consumatori è una scelta strategica aziendale di più alto livello rispetto alla consulenza pubblicitaria social.
Lato mio, cerco di supportare i clienti fornendo alcuni punti fermi. Il primo, e forse il più grande, ha a che fare con competitor e ad aziende affini per settore, anche se non concorrenti diretti, rispetto ai quali risulterà fondamentale risultare quantomeno allineati in termini di visibilità. Insomma, sicuramente essere visibili almeno in media rispetto al settore è l’obiettivo minimo da porsi.
Il secondo passaggio è quello in cui occorre capire qual è l’effettiva visibilità dei post delle aziende con cui ci si confronta visto che Facebook mostra pubblicamente solo il le interazioni (like, share e commenti) e non la Reach. E’ necessario quindi capire con quale formula, per le pagine di cui non si è amministratore, si possa arrivare a stimare il volume di utenti raggiunti mediamente partendo dal dato pubblico delle interazioni.
Per farlo parto dai dati in mio possesso, quelli delle mie pagine:

  1. estraggo gli insight delle pagine di brand o settori affini a quello per cui sto effettuando l’analisi.
  2. dagli insight calcolo il rapporto tra interazioni e reach medio totale di quelle pagine
  3. faccio una media di quel valore calcolato su quante più pagine posso (in modo da avere valori statisticamente attendibili).
  4. calcolo (a manina) il numero medio di interazioni dei post delle pagine di cui voglio sapere la reach
  5. Infine stimo la reach di quelle pagine utilizzando questa formula:

Interazioni medie per post della pagina di cui voglio stimare la reach
rapporto medio interazioni / reach delle pagine di cui sono amministratore

Chiaramente è solo una stima quindi i dati reali possono variare per eccesso o per difetto in base a quanto i community manager delle pagine confrontate e analizzate siano capaci di creare post performanti sopra o sotto la media. Spesso però questo calcolo è riuscito a darmi indicazioni attendibili per non lavorare alla cieca e chiedere al cliente i classici 1000 euro al mese per la promozione quando magari gliene servirebbero molti di più o magari anche basterebbero meno.
Per chi non amministra molte pagine e trova difficile calcolare la media dei rapporti tra interazioni e reach può essere utilissima un’analisi come quella di Socialbakers  pubblicata da Statista che mostra il rapporto tra interazioni e visibilità dei post. Nel grafico sotto sono specificati dei range ma possono essere utili a dire cose come: “caro cliente se vuoi avere ad esempio tra le 100 e le 500 interazioni per post come succede nella pagina del tuo competitor allora devi investire per raggiungere una reach di circa 25.000 utenti”.
Rapporto tra Portata e Interazioni
 
Chiaramente i miei sono approcci empirici basati su necessità quotidiane e a seguito di tentativi diversi ma credo, con questo approccio, di aver trovato una quadratura all’esigenza di misurare l’audience dei competitor senza la necessità di utilizzare strumenti a pagamento (che magari è la strada più rapida ma anche la più onerosa).
Che ne pensate? Voi come fate?