[ADVERTISING] L'importanza di campagne banner creative e interattive

[ADVERTISING] L'importanza di campagne banner creative e interattive

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Quando il sonno non arriva all’ora giusta, ultimamente quasi mai, è l’occasione giusta per il contagio creativo. E’ una tesi che sostengo da qualche mese per giustificare le notti insonni passate a rimbalzare online e sui canali del digitale terrestre alla ricerca di illuminazioni. No, questo non è un post sul porno 2.0, tranquilli. Magari a breve penserò a qualcosa anche per gli amanti del genere.

Stanotte invece mi sono “limitato” a studiare declinazioni creative in ambito campagne banner. Da tempo ormai sostengo con i clienti la necessità di provare ad occupare gli spazi e i formati tradizionali acquistati dagli editori con elementi che abbiano un minimo di interattività. Le campagne si misurano troppo in termini di numerosità di click sul totale delle visualizzazioni e troppo poco si pensa a quanto già nel banner si possa fornire un’esperienza coinvolgente e utile a passare il messaggio sul brand o sul prodotto.
Il risultato è che anche quando il numero di conversioni è nella media l’impatto emotivo del banner tende a perdere di efficacia quasi subito.

Nel web in evoluzione, nell’era dell’HTML5 e della pubblicità interattiva un banner può essere molto più che un semplice veicolo pubblicitario per portare accessi ad un sito. Una campagna banner è già esperienza di brand.

In cerca di best practice sul tema sono andato a guardare chi quest’anno ha vinto i Webby Awards nella categoria in questione imbattendomi nella campagna promossa da Stadmission Stockholms, l’associazione per l’assistenza dei senzatetto di Stoccolma. Ecco un riassunto video.

In sostanza un obiettivo generale: ottenere donazioni, uno intermedio molto più grande: ottenere visibilità della propria campagna senza spendere in acquisto spazio media.
Ed ecco che per ispirare i blog e i siti a essere i primi donatori è stata creata una collezione di “banner senzatetto” che hanno bisogno di riparo, disponibili e integrabili dal sito hemlosabanners.se, banner che contengono un counter che mostra da quanto tempo è ospitato e da quale sito e che mostrano colori più caldi man mano che gli utenti ci interagiscono nel tempo. Ovviamente i click portano alla pagina delle donazioni ma a quel punto l’esperienza e il messaggio è già passato in modo tutt’altro che ovvio.

http://qstream-down.qbrick.com/40352/Hemlos_480x280.swf?adid=59693856

Ok, ok… i soliti appassionati di numeri siano accontentati:

  • 415 siti partecipanti 
  • 36 milioni di impression
  • +300% di donazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

Vincenzo Dell'Olio

Nei 15 anni di esperienza nel settore della comunicazione e del markerting digitale ha ideato e seguito le strategie di grandi Aziende come Volkswagen, Audi, Parmalat, Bonomelli, Riza Editore, Rai Trade, Monster, Sony Mobile, Vans, Red Bull. Dal 2015 è docente per il corso di Social Media e Web TV all’Università IULM di Milano. Scrive tanto, non è immune dalle serie tv e il sabato pomeriggio si dedica alla sociologia.

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