[DATI] Pinterest in Italia. Update Maggio

[DATI] Pinterest in Italia. Update Maggio

Condividi

Due mesi fa avevo iniziato a fare qualche riflessione su Pinterst e il suo social boom proclamato da più parti. Successivamente ero passato ad un’analisi dei dati e delle proiezioni disponibili per verificare lo stato dell’arte italiano e l’effettiva opportunità di proporlo ai clienti come strumento utile a fini strategici.

Ebbene (mi piace dire “ebbene”) avevo concluso che seppure Pinterest fosse un utilissimo strumento per tenere d’occhio i tred e gli interessi degli utenti non possa essere ancora molto più di quello. Non ora, non in Italia. 
Le stime di google adplanner (le più ottimiste fra quelle che avevo trovato) parlavano di 240 mila utenti unici al mese (che non vuol dire account attivi ma semplicemente visitatori). 
Oggi, a due quasi due mesi di distanza, la situazione è cambiata. Ci troviamo a registrare da un lato una crescita di 4 milioni di visitatori a livello mondiale e dall’altro, stringendo il cerchio all’Italia, a un aumento del 50% degli utenti stimati arrivando a 360 mila visitatori al mese. 
Un bel salto in avanti considerando le poche settimane trascorse. Ancora troppo poco però per farmi dire ad un cliente: investiteci. 
A metà strada tra la precedente e l’attuale analisi ho avuto modo di leggere all’interno di diverse community del settore diverse posizioni di marketer di fama più e meno riconosciuta, molte in contrapposizione l’una con l’altra segno che effettivamente ancora il social media marketing sia lontano da diventare una scienza con presupposti di base condivisi. 
Ancora troppa filosofia, credo. E questo non fa felice gli interlocutori  aziendali, i nostri clienti, che facendosi largo tra le nubi di fumo che chiunque cerca di vendergli chiedono sempre più misurabilità delle azioni e dei risultati. 
Con Facebook, grazie ai volumi di traffico che riusciamo a guidare e alle iniziative speciali strettamente collegate a Kpi di interesse per l’azienda, andiamo sempre più in quella direzione. Con Pinterest la misurabilità resta ancora troppo vaga e bisognerebbe chiedere ai brand nostri clienti un atto di fede che in tempo di crisi pochi sono disposti a fare. Cerchiamo di rispondere con qualche numero alla domanda semplice: “quali benefici mi porta essere oggi su Pinterest?”
Nel prossimo post analizzerò qualche case history italiana su Pinterest per ragionare sui risultati raccolti e fare tesoro delle esperienze sul campo di alcuni brand che hanno già deciso di stare dalla parte della Social Faith.
Vincenzo Dell'Olio

Nei 15 anni di esperienza nel settore della comunicazione e del markerting digitale ha ideato e seguito le strategie di grandi Aziende come Volkswagen, Audi, Parmalat, Bonomelli, Riza Editore, Rai Trade, Monster, Sony Mobile, Vans, Red Bull. Dal 2015 è docente per il corso di Social Media e Web TV all’Università IULM di Milano. Scrive tanto, non è immune dalle serie tv e il sabato pomeriggio si dedica alla sociologia.

Nessun commento finora

paola sangiovanni Scritto il2:42 pm - Giu 7, 2012

E' vero: il problema problema principale di Pinterest è nei KPI. Utilizzare Pinterest solo per indirizzare gli utenti al proprio sito può essere riduttivo (a meno che non si tratti di siti di e-commerce, in questo caso le carte in tavola cambiano). Pinterest è una piattaforma ideale per raccontare un'azienda e i suoi valori: infatti, il numero dei brand che in Italia stanno investendo su Pinterest e lo stanno sfruttando in questa direzione è in netto aumento (ad es. Stefanel, Vogue Italia, La Perla, Fiat, Foscarini). Da non dimenticare che, se un'azienda italiana si rivolge anche al mercato statunitense, il panorama è completamente diverso: lì Pinterest è il 3° social network in classifica!

Lascia un commento