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Archives Ottobre 2011

Dico la mia su abc Magazine

Qualche settimana fa sono stato contattato da una giornalista di abc Magazine per contribuire ad un post di approfondimento sul tema Give Away. Negli ultimi mesi mi sono imbattuto più volte, nell’ambito di progetti lavorativi o durante il semplice “cazzeggio online”, in iniziative di questo tipo e ho accettato con molto piacere di fare un ragionamento per “razionalizzare” e definire meglio questa modalità di interazione con gli utenti.
Ecco cosa ne è venuto fuori.

“Fenomeno Giveaway: lo strano caso di un concorso che spopola sul web”

Ringrazio ancora Erika Bertossi per l’interesse.

Audi University Lab, università e Brand. La co-creazione esiste

E’ in corso in queste ore la giornata finale dell’Audi University Lab, un progetto di co-creazione in partenrship tra Audi e SDA Bocconi che ha coinvolto Coffee Grinder negli ultimi 5 mesi. Sono stati mesi intensi in cui 3 gruppi composti da studenti della Laurea Specialistinca in Marketing Management, del Master in Marketing e Comunicazione e del Master in Strategia Aziendale hanno collaudato Audi A1 e partendo dalla propria esperienza e dalle proprie basi accademiche hanno lavorato a un’idea di marketing.

Tutto il percorso di analisi e creativo è stato raccontato all’interno di un blog. Immagini, video, post hanno ritratto i ragazzi per le vie di diverse città, piuttosto che durante incontri con creativi, amici e in generale in tutte le fasi di raccolta degli input utili alla fase progettuale vera e propria. Un brainstorming costante per arrivare a un’idea unconventional, quella che diventerà la nuova campagna 2012 di A1.

E’ il primo caso in cui Audi, marchio premium e con linee guida di identità e stile molto precise (lo vediamo nel nostro lavoro quotidiano), ha aperto la porta all’interpretazione della propria comunicazione da parte di terzi, studenti per giunta.
Abbiamo apprezzato il coraggio, la capacità e la voglia di sperimentare che per una grande azienda non è mai facile e soprattutto la volontà di agire secondo quanto i trend del settore e noi stessi suggerivamo.

Speriamo possa essere la prima pietra che porta verso un modo nuovo, più sfidante, originale e magari anche divertente di lavorare a idee di marketing. Il futuro del nostro settore dipende anche da quanto, questo tipo di attività, attualmente veri e propri incubatori di nuovi processi, producano poi risultati che soddisfino realmente il mercato. Sarà un processo graduale ma spingeremo perchè questo accada seguendo i binari già tracciati da studi, ricerche e operazioni simili e soprattutto, quando la strada tracciata dovesse finire provando ad osare.

Per dovere di cronaca: nel pomeriggio ci sono le esposizioni delle 3 idee partorite dagli studenti, in prima serata la proclamazione dei vincitori, poi… si beve. E per una volta il nostro invito sarà quello di tornare a casa con i mezzi.

Jobs e il Think Different

Ci sono avvenimenti, oggi molto più di qualche anno fa, che sembrano attirare l’attenzione del mondo. Di quello digitale almeno. Sembra, che tutti siano fermi ad aspettare che accada qualcosa per parlare solo e soltanto di quello. La scomparsa di qualcuno è forse, tra gli eventi più chiacchierati, quello che desta la maggiore sensazione in ognuno di noi.

Il 6 Ottobre, ieri, sarà una di quelle date consacrate alla storia da un avvenimento di questo tipo: la morte di Steve Jobs. Inutile aggiungere parole per riassumere chi sia stato e per cosa sarà ricordato questo personaggio. Basta quel collegamento a wikipedia della riga sopra per portarsi tecnicamente in pari con la storia della sua vita e, da qualche tempo, anche la storia clinica che ha portato alla sua scomparsa.

Per tutto il resto: sentimentalismi, citazioni, frasi ad effetto e pensieri banali basta aprire Facebook o Twitter e iniziare a scorrere gli aggiornamenti dei propri contatti.

Appunto, sembra che tutti stiano aspettando la perdita definitiva di qualcuno (celebre o non) per santificarne le azioni e i pensieri, per ripetersi: ci ha insegnato a essere migliori. Ma è come il Natale, poi passa e le promesse di essere più buoni si dissolvono.
Leggendo i pensieri pubblici degli altri ho spesso un senso di rabbia. E non so se sia invidia per quello che loro, i deceduti, sono stati in grado di suscitare in modo più esteso e intimo di quello che sarei in grado di fare io, o se insieme a quella (che pure inevitabilmente c’è), ci sia anche la constatazione di quanto i loro messaggi più importanti galleggino nell’area e nella testa di gran parte delle persone senza mai, però, influenzarle davvero.

In quanti sono in grado di interpretare e tradurre lo “stay hungry, stay foolish”? In quanti l’inseguire qualcosa con tutto quello che si ha dentro? Pochi. Pochissimi. Lo zero virgola super-pochissimo per cento. E forse nessuno di loro copierà le citazioni di Jobs, le riprese delle sue memorabili apparizioni pubbliche sul proprio profilo Facebook.

Questo post forse c’entra poco con la “mission” di questo blog. O forse no perchè in fondo c’entra con quello che penso sulle leve di marketing che destano l’attenzione delle masse. In fondo tutti desideriamo le stesso cose, in generale, a livello macro. Il problema non è tanto la demagogia e il qualunquismo di certe affermazioni quanto che a chi non ha la forza o gli strumenti per raggiungerle resta soltanto il retweet. E resta la fregatura di una vita senza troppi alti.

“Cliccate meno e sforzatevi di più”. (questa è mia, non di Jobs)

Un video stravisto lo copio anch’io però, perchè alla fine quest’uomo merita che mi tolga il cappello e metta da parte per un momento il mio superego dedicandogli un breve ma sentito: grazie. Perchè anche a me un po’ piace cascarci e credere che sia possibile. Tutto.