10 take-away dal Netcomm Forum 2019

10 take-away dal Netcomm Forum 2019

10 take-away dal Netcomm Forum 2019
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Come ogni anno eccoci ad uno degli appuntamenti più interessanti per chi si occupa di eCommerce e marketing digitale. Il Netcomm Forum con i suoi dati di settore, il racconto delle best practice, dei trend e le testimonianze di chi con l’innovazione connessa alla promozione e alla vendita ci lavora e vive ogni giorno.

Per portarmi dietro alcuni dei dati e degli appunti di questa edizione provo a riassumere 10 trend e concetti emersi da alcuni degli interventi.

  • Gli eShopper Italiani rappresentano il 44% della popolazione, un numero che descrive il ritardo della nostra nazione rispetto alla media europea: il 65%. Seppur indietro gli Italiani sono sempre più attivi nell’acquisto online. Il mercato vale oggi 31 miliardi di euro (+15% rispetto al 2018). Turismo (quasi 11 mld.), informatica ed elettronica (oltre 5 mld.) e abbigliamento (oltre 3 mld.) restano i settori trainanti per volume di affari. Importante per numero e frequenza d’acquisto anche i mondo dell’editoria e del beauty. In crescita ma ancora marginale invece il transato legato al settore alimentare, fanalino di coda.
  • Se da un lato la domanda ha ancora grandi margini di crescita dall’altro l’offerta non è quasi nemmeno all’inizio. Solo il 10% delle aziende italiane vende online. Il limite è soprattutto culturale dal momento che le tecnologie a disposizione permetterebbero con tempi e risorse relativamente limitate di affacciarsi a questo mercato.
  • Non trovando terreno fertile a livello nazionale il consumatore online italiano acquista spesso a aziende estere. Tra i paesi con il transato più alto spicca la Cina che in prospettiva staccherà nettamente Stati Uniti ed Europa in questa corsa verso un mercato in cui il Digital avrà importanza crescente. Bisogna tenere gli occhi puntati su questo mercato.
  • Pur rappresentando solo il 7% degli acquisti totali nazionali l’ecommerce ha un ruolo importantissimo come “motore di innovazione di tutto il retail” (cit. Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori digital innovation della School of management del Politecnico). È per questo che vanno analizzate in ottica omnicanale tutte le innovazioni incrociabili oggi sul mercato, dalle innumerevoli applicazioni dell’Intelligenza Artificiale alla Realtà Aumentata, dai Bot alla gestione della Loyalty e in generale dei Big Data ogni iniziativa di eCommerce va vista anche come una palestra per portare valore aggiunto all’esperienza in Store dei propri consumatori.
  • Viviamo nell’era della Platform Economy: le piattaforme stanno diventando nodi (sempre più) intelligenti tra le imprese e i consumatori. I produttori possono essere delocalizzati ma vengono aggregati in piattaforme uniche e con funzioni riconosciute, trasversali e dunque semplici da usare. In questo senso quindi ogni strategia deve considerare tanto la proposizione di esperienze di ecommerce uniche e connotate quanto l’integrazione in piattaforme già esistenti con fiducia e fedeltà già acquista da parte del consumatore. Non è un caso che sopratutto in Europa i Marketplace mantengano una posizione di leadership come luogo preferito d’acquisto di diverse categorie merceologiche.
  • La Mass Customization, ovvero l’estrema personalizzazione di esperienze e prodotti e la principale aspettative del consumatore attuale. Ogni consumatore va considerato e approcciato quasi come fosse un mercato a sé. Questo concetto si porta dietro la capacità di utilizzare dati, dmp, AI, analisi delle review, etc, per selezionare, individuare e veicolare le informazioni giuste per favorire le decisioni dell’utente e comunicare efficacemente con esso.
  • Il consumatore italiano è pronto per il Social Commerce, un’opportunità più matura rispetto al social media marketing a cui i brand devono essere pronti.
  • In generale a una complessità tecnologica della vendita online corrisponde anche un’elevata articolazione delle attività di Digital Marketing che vanno viste in modo integrato. Più che da scegliere c’è da integrare. Diversi gli obiettivi senza mai dimenticare che l’acquirente abituale è alla costante ricerca di informazioni.
  • Occorre investire anche per arrivare ad un utilizzo maturo delle potenzialità offerte dal mobile che in prospettiva si rivelerà la principale modalità di acquisto oltre che, come succede già oggi, la principale modalità di ricerca di informazioni.
  • Cosa succederà nel breve periodo sul versante del marketing digitale? La maggior parte dei marketer prevede, nei prossimi 12 mesi, pur conservando l’importanza del Content e del Perfomance Marketing nelle proprie strategie, di incrementare l’attenzione verso sistemi di loyalty e l’introduzione di nuove tecnologie abilitanti a servizi a valore aggiunto.
Vincenzo Dell'Olio

Nei 15 anni di esperienza nel settore della comunicazione e del markerting digitale ha ideato e seguito le strategie di grandi Aziende come Volkswagen, Audi, Parmalat, Bonomelli, Riza Editore, Rai Trade, Monster, Sony Mobile, Vans, Red Bull. Dal 2015 è docente per il corso di Social Media e Web TV all’Università IULM di Milano. Scrive tanto, non è immune dalle serie tv e il sabato pomeriggio si dedica alla sociologia.

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